giovedì 21 settembre 2017

Focaccia di Patate genovese di Ale

Le focacce sono dei piatti deliziosi e molto versatili, da sole riescono a saziare un languorino improvviso o con degli affettati possono essere una bella alternativa per una cena con degli amici. Oggi per il Calendario del Cibo italiano e la Gn della Focaccia di Patate 

ho pensato di preparare la sua, perchè è una focaccia ben equilibrata e non permalosa, viene splendida anche se un po' bistrattata.

Focaccia di Patate alla genovese 
di Ale

300 ml d'acqua
500 g di farina
250 g di patate
10 g di lievito (io li ho dimezzati*)
80 ml di olio extravergine di oliva
sale

Bollite le patate per 15 minuti, in mezzo litro d'acqua meglio se con la buccia per evitare che assorbano troppa acqua; sbucciarle da calde e schiacciarle bene con l'apposito attrezzo, come per fare un purè.
Mentre cuociono le patate, sciogliete il lievito in poca acqua tiepida e lasciate riposare, coperto, per una decina di minuti: appena la superficie si increspa e si formano le prime bolle, iniziate a lavorare l'impasto **
Unite le patate schiacciate, ancora calde, alla farina, aggiungete il lievito sciolto nell'acqua e iniziate ad impastare con le mani, unendo via via l'altra acqua e l'olio, alternandoli, fino ad ottenere un composto molto idratato, che si appiccica ' alle mani. Aggiungete il sale e lavorate ancora per una decina di minuti. Lasciate poi lievitare, in recipiente coperto, per circa due ore- o comunque fino al raddoppio.
Se avete l'impastatrice potete usarla per lavorare l'impasto che è molto idratato: il segreto della morbidezza della focaccia è proprio questo, per cui è meglio cercare di non aggiungere farina

Dopo la lievitazione stendete la focaccia in una teglia (40x33), precedentemente unta d'olio, bucherellate la superficie con la punta delle dita e lasciate lievitare ancora, per un'oretta circa. Cospargete di olio e di sale grosso e infornate a 200 gradi, per una ventina di minuti
Note speciali * + **
Come vi dicevo è una focaccia che si adatta ai nostri tempi.
Io oggi sapevo che sarei stata via di casa a lungo e che la focaccia l'avrei cotta dopo molte ore. Ho così deciso di dimezzare il lievito e metterlo direttamente nella farina senza attivarlo. Poi una volta impastato ho steso direttamente nella teglia unta d'olio, ho coperto e messo a lievitare.

Alla sera, tornata a casa dopo più di 4 ore, la lievitazione era al limite ho così con attenzione mentre si riscaldava il forno ho tolto il naylon che copriva l'impasto ho cosparso con sale grosso ed olio, non ho bucherrellato per non compromettere il lievitato che era al limite ed ho infornato

Buonissima e molto gustosa
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lunedì 18 settembre 2017

Pudin Flan di G,de Biasio


Oggi offro nuovamente ospitalità a un gastronomo d'eccezione e scrittore Giovanni de Biasio, un italiano che vive in Portogallo che oggi per il Calendario del Cibo italiano e la GN del Latte alla portoghese ci presenta un tipico piatto portoghese il 
Pudim flan per La Voce degli altri dove potremmo scoprire altri particolarissimi dolci al cucchiaio

Pudim Flan
Stando alle cronache, il Pudim Flan risale all’impero romano, ma come tutte le ricette semplici, con pochi ingredienti e buone, è arrivato ai nostri giorni con poche alterazioni. In Portogallo compare nella lista dei dessert di tutti i ristoranti e trattorie e siccome l’industria alimentare ha inventato una versione istantanea in polvere, è fondamentale che a lato di Pudim Flan, ci sia scritto “caseiro”, cioè fatto in casa. Che poi anche quella in polvere la fai in casa, mica vai a farla sul marciapiede o ai giardinetti...insomma, un po’ per questo motivo, un po’ perché i Gusti cambiano, a un certo punto passa di moda. E sparisce anche dalle case private, nonostante fosse un classico di nonna, che arrivava sempre con la forma di alluminio (della bisnonna) annerita da decenni di bagno maria e col coperchio che per aprirlo ci voleva il piede di porco! Però, una volta aperta, ecco sprigionarsi un profumo di caramello che deliziava tutti quanti. 

Poi le mode girano, ritornano in auge i vintage ed ecco che il nostro pudim ha una rinascita, però si cerca di migliorarlo, di renderlo un po’ originale e nonna, che ne sa una più del diavolo, invece di usare solo latte, zucchero e uova, inizia ad aromatizzarlo con la buccia di limone grattugiata (la mia versione preferita), una stecca di cannella, vaniglia, un liquore...insomma, un ritorno trionfale! Come in tutte le preparazioni, l’importante è usare ingredienti buoni, latte fresco intero, uova freschissime, possibilmente del pollaio di nonna che da loro da mangiare le pannocchie di mais così i tuorli sono belli gialli e il pudim prende un colore ambrato...e un ultimo consiglio: provatelo 

Le dosi son sufficenti per 8 persone 

per il caramello: 
100 g di zucchero 
2 cucchiai d’acqua 

per il flan: 
7 tuorli 
3 uova intere 
180 g di zucchero 
un cucchiaino di amido di mais 
7,5 dl di latte intero 
la buccia di un limone grattugiata 

mettete sul fuoco un tegamino dal fondo spesso con i 100 g di zucchero, l’acqua e lasciate cuocere fino ad ottenere un caramello biondo. Facendo attenzione a non scottarvi, versatelo in uno stampo da budino con il buco e il coperchio, ruotandolo per coprire il fondo e i lati e lasciate raffreddare. 

Accendete il forno a 180º.

Tante delizie vi aspettano nel Calendario del Cibo italiano e ringrazio Giovanni per averci regalato questo gustoso Pudin Flan
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martedì 12 settembre 2017

Pesto di cavolo nero

Dopo la splendida giornata del pesto per il Calendario del Cibo italiano è la GN delle Altre Salse pestate 
tantissime sono gli ingredienti che possono diventare protagonisti delle salse pestate, la mia proposta è con il cavolo nero

Pesto di Cavolo nero

Alcune foglie di cavolo nero
1 spicchio d'aglio
1 manciata di nocciole e mandorle miste
1 pezzetto di grana
olio d'oliva
1 cubetto di ghiaccio

Le dosi sono indicative perchè dipende da quanto pesto viene preparato
Prendere le foglie di cavolo nero e togliere la nervatura centrale, poi tuffarle in acqua bollente per qualche minuto poi toglierle e tuffarle in acqua fredda
In un mixer mettere l'aglio, il grana e le nocciole, mandorle e un cubetto di ghiaccio infine aggiungere le foglie di cavolo sbollentate.
Far funzionare il mixer ad intermittenza per non far surriscaldare la salsa, aggiungere l'olio d'oliva e continuare a frullare fino ad ottenere la consistenza desiderata,
Io lo amo molto cremoso, ma si può lasciare più grumoso.

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sabato 9 settembre 2017

Crostata sbriciolata con crema- confettura amarene

Un dolce che ti parla di casa, pochi gli ingredienti essenziali per renderla perfetta ma devono essere lavorati da mani abili perché vengono conditi con tanto affetto
Oggi nel Calendario del cibo italiano e la GN della Crostata, il dolce che ognuno dovrebbe saper preparare.

Molte le ricette che oggi potremmo gustare, io per festeggiare la giornata ho preparato

Crostata sbriciolata con crema e confettura amarene

Dosi per tortiera 26-28

500 g farina
180 g burro freddo a cubetti
250 g zucchero semolato
2 uova intere
10 gr di lievito per dolci
Un pizzico di sale
Zeste di limone grattugiate ( un limone bello grande o due piccoli)


Crema pasticcera da forno
di Iginio Massari
500 g latte
scorza limone
vaniglia
100 g uova

33 g amido di riso
33 g maizena,
2oo g zucchero

Confettura amarene

Preparare la crema
Bollire il latte con gli aromi in un padellino.

In una ciotola mescolare uova,amido di riso, maizena e zucchero poi versare il latte bollente e mescolando con un frustino cuocere sul gas fino ad addentarsi.
Appena cotta abbassare velocemente la temperatura a 50° per evitare la forma di grumi e ottenere una crema liscia.
Preparare crostata 
Amalgamate gli ingredienti secchi in una ciotola, aggiungere il burro molto freddo a cubetti e con i polpastrelli cominciare a lavorarlo velocemente con la farina formando delle briciole grossolane, aggiungere le uova e continuare la lavorazione creando queste grosse briciole. 
Metà del l'impasto ( leggermente compattato ) va sul fondo di una tortiera imburrata e infarinata, poi si farcisce con crema preparata in precedenza e confettura di amarene. coprire poi con  l'impasto sbriciolato lasciato da parte 
Cuocere in forno a 180° per circa 40 minuti circa. 
Raffredddare completamente prima di sformarla.
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lunedì 28 agosto 2017

Steack al pepe verde di E. Spagnol

Ai mitici anni '70 e agli anni del Femminismo, dove la liberazione in cucina passava attraverso gli apriscatole il Calendario del Cibo italiano dedica la Gn alla Cucina senza cottura 


Un approfondimento lo dedichiamo a Elena Spagnol, alla sua capacità di prendere piatti internazionali, semplificarli per renderli disponibili ad ognuno di noi come testimone dei tempi in cui il tempo in cucina doveva essere ottimizzato senza perdere la qualità.
Al posto del blasonato filetto al pepe verde eccoci ad assaporare delle gustose bistecche di filetto al pepe verde

Steack al Pepe verde

Elena Spagnol, 100 piatti facili d'alta cucina, Sonzogno

4 bistecche di filetto
4 cucchiai di pepe verde
60 g burro
8 cucchiai di cognac
12 cucchiaini di panna liquida

Distribuite i grani di pepe verde si entrambe le facce delle bistecche premendo per farli penetrare bene. In una padella scaldate a fuoco vivace il burro, lasciandolo schiumare e comunci a prendere un colore ambrato.
Fate colorire le bistecche per due minuti per lato. Versare in padella il cognac, dategli qualche secondo per riscaldarsi, poi infiammatelo avvicinando cautamente un fiammifero ed aspettare che la fiamma si spenga.
Versare nella padella 2/3 della panna, mescolare bene per sciogliere i sughi e a fuoco moderatamente vivace fare addensare e aggiungete un pizzico di sale.
Quando la panna in padella è addensata unire la rimanente, scaldandola sempre a fiamma moderata e se necessario addensate, mescolando per avere una crema densa e liscia.
Disporre fette di carne sul piatto di servizio o piatto monoporzione, versate sopra la salsetta e i chicchi di pepe ben distribuiti, servire e gustare.

Questa è solo una delle ricette di Elena Spagnol preparate per la giornata senza cottura, le potrete trovare nel ricco articolo di Anna Calabrese di cui qui vi regalo una piccola panoramica

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venerdì 18 agosto 2017

Sciroppo di lamponi al vino bianco di Giovanni de Biasio

Oggi per la prima volta dopo nove anni, si il blog è nato nell'agosto del 2008, in questo mio piccolo spazio ho l'onore di ospitare un gastronomo d'eccezione e scrittore Giovanni de Biasio, un italiano che vive in Portogallo.
Per il Calendario del Cibo italiano e la Gn di Liquori e Sciroppi ci regala un delizioso sciroppo di lamponi e un piccolo suggerimento per utilizzare i lamponi al massimo.

SCIROPPO DI LAMPONI AL VINO BIANCO

500 g di lamponi
una bottiglia di vino bianco secco
1,2 kg di zucchero

Mettere i lamponi a macerare nel vino bianco per un paio di giorni. Filtrare, senza premere i frutti, aggiungere lo zucchero, mescolare e mettere sul fuoco. Appena prende bollore spegnere la fiamma, lasciare intiepidire e imbottigliare. 

È uno sciroppo piuttosto concentrato, adatto a cocktail, anzi, ho provato ad aggiungerlo al Gin Tonic con ottimi risultati! 
Va bene anche per fare la granita o come base per un sorbetto. 

Siccome non mi andava di buttare i lamponi, allora li ho passati, ho messo la polpa in un pentolino con un paio di cucchiaiate di zucchero, uno spruzzo di aceto di mele e l’ho fatto ridurre, poi ho aggiunto 4 o 5 gocce di olio essenziale di senape, ho messo in un vasetto e nei prossimi giorni la proverò con del formaggio. 

Ringrazio Giovanni per aver accettato di partecipare rendendo ricca e gustosa questa giornata come potete vedere ed assaporare da questo collage

Tantissime idee per prepararsi il liquore o lo sciroppo in casa

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